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Influenza: cos’è? Come prevenirla? Come curarla?

L’inverno è il periodo dell’anno contraddistinto dall’insorgenza dell’influenza che generalmente si manifesta attraverso epidemie annuali nei mesi freddi e solo in rari casi in estate.

L’influenza rappresenta sotto tutti i punti di vista uno “stop forzato” assolutamente antipatico e spiacevole per chiunque la contragga.
In taluni casi più severi, invece, essa può addirittura portare a complicanze anche gravi.

Dottor Garipoli, esiste un mezzo efficace e sicuro per prevenire la malattia e le sue complicanze?

Si, certamente quello che mi sento di consigliare, così come indicato espressamente anche dalle linee guida nazionali del Ministero, è di effettuare la vaccinazione antinfluenzale. E aggiungerei la prescrizione di non effettuarla tardivamente ma entro i tempi prescritti.

Quando sarebbe il momento migliore per sottoporsi alla vaccinazione?

Il periodo più indicato per effettuare la vaccinazione antinfluenzale è quello che va da metà ottobre a fine dicembre. Questo per via della situazione climatica del nostro Paese e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali.

Quali sono le categorie più esposte e quelle alle quali suggerire in modo particolare la vaccinazione?

L’invito è rivolto nello specifico a quei soggetti di età pari o superiore ai 65 anni ed ai pazienti a rischio, nonché agli operatori sanitari che hanno contatto diretto con i pazienti a più alto rischio di acquisizione o trasmissione dell’infezione.
Ma in modo ancor più particolare la vaccinazione antinfluenzale è molto importante nelle donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Tanto che la vaccinazione è loro offerta gratuitamente e l'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce proprio le donne in gravidanza come il più importante dei gruppi a rischio per loro stesse e per il feto.
Aggiungerei anche tutti i pazienti portatori di patologie croniche e che per questo si trovano in una condizione di particolar fragilità, come il paziente diabetico, il cardiopatico importante, il broncopneumopatico e ovviamente il paziente neoplastico.

L’influenza stagionale intessa prevalentemente l’apparato respiratorio, sia nella fase del contagio che in quella successiva dei sintomi con l’apparato respiratorio che spesso risulta quello più compromesso con tosse, difficoltà respiratorie e altre conseguenze.
A tal proposito ci facciamo dare dei preziosi consigli dal dr. Paggi, pneumologo della Casa di cura Villa dei Pini.

Dott. Paggi, ci sono pratiche di ogni giorno da poter attuare per prevenire l’influenza?

Certamente. Visto che la trasmissione del virus dell’influenza si verifica per via aerea, attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, o attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie, ci sono assolutamente delle prescrizioni, non di carattere farmacologico, ma spicciole e di tutti i giorni ma particolarmente indicate da rispettare per prevenire l’influenza, come ad esempio il lavaggio delle mani, che è fortemente raccomandato. E poi coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, l’isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale, mentre come estrema ratio l’uso di mascherine da parte delle persone con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari.

E quale dovrebbe essere il trattamento da seguire in fase influenzale?

Un consiglio utile a tutti è controllare i sintomi. E se questi ultimi iniziano ad essere importanti o persistenti, allora affidarsi al medico di medicina generale seguendo poi scrupolosamente le eventuali prescrizioni terapeutiche, come antibiotici se necessari, antinfiammatori, ecc…  

Anselmo Garipoli
Anselmo Garipoli Medicina Generale e Lungodegenza